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 La statistica
IN ITALIA UN TERZO DEI ROMENI EMIGRATI ALL’ESTERO, A ROMA LA PRESENZA MAGGIORE
IN ITALIA UN TERZO DEI ROMENI EMIGRATI ALL’ESTERO, A ROMA LA PRESENZA MAGGIORE

Nel 2015 risultano 3.408.118 i cittadini romeni che vivono al di fuori del loro paese di nascita: 1 ogni 6 abitanti in patria (17,5%). La comunità romena in Italia rappresenta un terzo di tutti gli emigrati romeni all’estero (33,8%). Nonostante la prolungata crisi economico-occupazionale attraversata dal nostro Paese, all’inizio del 2016 essi si confermano come la prima comunità straniera, con 1.151.395 residenti, di cui il 57,2% donne; mentre sono quasi 160mila i figli dei romeni iscritti a scuola (un quinto di tutti gli studenti stranieri in Italia).

 
Il numero dei romeni in Italia è cresciuto di circa 20mila unità rispetto ai 1.131.839 residenti dell’anno precedente, un aumento rilevante se si considera che nello stesso periodo la presenza straniera in Italia è rimasta pressoché stabile. Hanno influito al riguardo circa 25mila nuovi arrivi, i nuovi nati in Italia (15.796 il dato, ultimo disponibile, al 2014), i ritorni in Romania (13.518 le cancellazioni anagrafiche nel 2014) e le acquisizioni di cittadinanza italiana (6.442 nel 2014).
 
Questa comunità è diffusa sull’intero territorio italiano, con una spiccata prevalenza nel Nord (575.908) e nel Centro (362.755). Roma risulta essere la capitale dei romeni in Italia dal punto di vista quantitativo, mentre Torino lo è quanto all’incidenza sull’intera presenza straniera. Nella sola provincia di Roma (178.701) risiedono nel 2015 più cittadini romeni di quanti non ve ne siano in tutto il Mezzogiorno
 
(145.993). Nella provincia di Torino, invece, dove i romeni residenti sono poco più 100mila (102.077), essi rappresentano la metà della popolazione non italiana (46,0%). Seguono poi importanti province del Settentrione, come quella di Milano (47.564) e, con poco più di 30.000, quelle di Verona e Padova (rispettivamente 30.806 e 30.529).
 
La Romania si conferma anche come la collettività con più occupati in Italia: essa ne conta oltre un quinto tra quelli nati all’estero (21,5% nel 2015, ossia 767.047 lavoratori, secondo gli archivi Inail), mentre, con ben 70.652 casi, ha inciso per circa il 30% sui lavoratori immigrati assunti per la prima volta nel corso del 2015. Più della metà degli occupati romeni svolge un lavoro non adeguato al titolo di studio posseduto, come evidenzia la maggiore concentrazione di questa comunità in lavori meno qualificati, contestualmente al possesso di più elevati titoli di studio.
 
Per loro, i settori prevalenti di inserimento sono i servizi (422.089, pari al 55,0%) e l’industria (163.346, pari al 21,3%), con punte più alte rispettivamente nei comparti dei servizi alla persona e dell’edilizia. In quest’ultimo i romeni rappresentano il 40% degli addetti stranieri. Settore rifugio in tempo di crisi si è rivelata l’agricoltura, con un numero crescente di occupati: 100.506 romeni, pari al 13,1% del totale dei romeni occupati, di cui 19.125 assunti ex novo nel 2015.
 
Risvolto questa volta negativo della situazione occupazionale è il primato dei romeni tra i lavoratori infortunati nel corso del 2015, con 15.368 casi, di cui 48 mortali.
 
Il coinvolgimento imprenditoriale dei romeni in Italia è stato particolarmente stimolato dalla loro intraprendenza e anche dall’interesse a conservare il posto di lavoro in tempo di crisi, ma spesso non è escluso un forte desiderio di ascesa professionale. Sono 48.182 i titolari di imprese individuali gestite da persone nate in Romania, pari ad un decimo di tutte le imprese straniere. Il primo settore è l’edilizia (64,4%), seguita da commercio (11,8%) e sevizi imprese (4,6%).
 
I matrimoni misti italo-romeni celebrati nel 2014 sono stati 2.882, di cui 2.678 tra uomini italiani e donne romene; invece le nozze celebrate fra romeni e coniugi non italiani sono state 954, per lo più con entrambi i coniugi romeni. Risulta elevato anche il numero dei romeni che acquisisce la cittadinanza italiana: secondo Eurostat nel periodo 2008-2014 sono stati 28.320 quelli divenuti italiani, di cui 6.442 solo nel 2014.
 
Negli ultimi anni la Romania sta conoscendo un andamento economico soddisfacente, come confermato dagli indicatori macroeconomici, anche grazie al contributo diretto e indiretto dei suoi migranti. Questi, infatti, da una parte hanno contribuito alla diminuzione del numero dei disoccupati in loco, facilitando a quelli rimasti la ricerca di un posto di lavoro, e dall’altra parte hanno favorito lo sviluppo del Paese attraverso le rimesse sia finanziarie che sociali. Se le rimesse inviate in Romania da tutte le parti del mondo incidono per l’1,7% del Pil nazionale, quelle dall’Italia, da sole, incidono per lo 0,6% del Pil.
 
Oggi, più che mai, sembra importante accompagnare le analisi delle statistiche disponibili con la comprensione delle caratteristiche intrinseche di questa comunità che, senza trascurare di affrontare i problemi, ne valorizzi gli aspetti positivi.
 
I romeni nel mondo I romeni in Italia I romeni nella prov. di Roma
3.408.118         1.151.395 178.701
 
FONTE: Centro Studi e Ricerche IDOS. Elaborazioni su dati Onu e Istat
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